Calendario pagamenti e importi massimi di settembre 2026
L’INPS ha definito il calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico nel mese di settembre 2026. I beneficiari senza variazioni nella loro posizione riceveranno l’accredito tra il 21 e il 22 settembre, mentre chi presenta il primo pagamento o richieste di modifica dovrà attendere il periodo 28-30 settembre. L’importo massimo lordo per settembre 2026 è fissato a 1.562,82 euro mensili, con una rivalutazione dell’1,4% rispetto all’esercizio precedente in base all’inflazione (circolare INPS n. 7/2026).
Per i figli minori, gli importi base oscillano tra 58,30 euro e 203,80 euro mensili in base al valore ISEE del nucleo familiare. Questa variabilità rappresenta il meccanismo cardine dell’Assegno Unico: a ISEE più basso corrisponde importo più elevato, con massimale raggiunto fino a 21 anni di età del figlio. Non esistono limitazioni anagrafiche per i figli disabili, che mantengono il diritto indipendentemente dall’età.
ISEE e scadenze critiche per il 2026
La situazione ISEE rappresenta il fattore determinante per il calcolo degli importi. Le famiglie devono presentare Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro il 28 febbraio 2026 per ottenere l’ISEE aggiornato valido da marzo. Chi non adempie a questa scadenza riceve automaticamente l’importo minimo dall’1° marzo fino al completamento della pratica.
Cruciale è la data del 30 giugno 2026: le famiglie che presentano DSU dopo il 28 febbraio ma entro questa data possono recuperare gli arretrati da marzo. Oltre il 30 giugno, gli arretrati non sono riconosciuti. Per i professionisti che assistono nuclei con situazioni complesse (pluralità di figli, disabilità, ISEE prossimo alle soglie), pianificare le scadenze DSU diventa operazione strategica di pianificazione fiscale familiare.
Variazioni domanda e prime richieste
Il pagamento differenziato tra il 21-22 settembre e il 28-30 settembre dipende dalla stabilità della posizione. Beneficiari con domanda invariata e ISEE aggiornato ricevono il primo gruppo di pagamenti. Le variazioni (cambio nucleo, nuovi figli, modifiche ISEE, aggiornamenti dati anagrafici) comportano slittamento al secondo periodo di accredito.
Le prime richieste di Assegno Unico nel 2026 rientrano anch’esse nel 28-30 settembre. Questo accorgimento evita pagamenti scorretti su posizioni ancora in fase di istruttoria. Per i commercialisti, è essenziale informare i clienti famiglia che ritardano la presentazione della domanda oltre agosto: il primo accredito slitterà automaticamente a fine mese.
Rivalutazione e pianificazione per il nucleo familiare
La rivalutazione dell’1,4% per inflazione 2026 si applica su tutti gli importi della prestazione. Un nucleo con due figli minori, che percepiva complessivamente circa 400 euro lordi mensili nel 2025, vedrà incremento di circa 5-6 euro. Sebbene apparentemente modesto, questo dato consolida la capacità dell’Assegno Unico di mantenere potere d’acquisto.
Infine, il professionista che gestisce dichiarazioni fiscali e situazioni patrimoniali deve ricordare: l’Assegno Unico non concorre alla formazione del reddito imponibile ma influenza il calcolo ISEE come prestazione sociale percepita. Coordinare ISEE, dichiarazioni reddituali e richieste di prestazioni significa ottimizzare la posizione complessiva del nucleo familiare.



