Con il ritorno dell’istituto del Concordato Preventivo Biennale (CPB) nella pratica fiscale italiana, molte partite IVA, professionisti e piccole imprese si interrogano su scadenze, vantaggi e modalità operative. Negli ultimi giorni il tema “proroga adesione CPB 2025” è stato centrale nelle testate fiscali: la domanda chiave è se il termine per aderire sarà esteso o se rimane fermo al calendario pubblicato dalle amministrazioni. Qui spiego chiaramente la situazione aggiornata, chi può aderire e come effettuare l’adesione senza rischi procedurali.
La situazione aggiornata: proroga o no?
Al momento la scadenza confermata per aderire al CPB relativo al biennio 2025-2026 è il 30 settembre 2025 (con la specifica che per i soggetti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare il termine è l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta). Recenti chiarimenti amministrativi e comunicati hanno ribadito le regole operative, e non è stata emanata una proroga generale oltre la data indicata. È dunque cruciale muoversi entro il termine indicato, salvo misure dell’ultima ora.
Chi può aderire al CPB 2025?
Possono valutare l’adesione i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni nei limiti e nelle condizioni previste dalla normativa (con specifiche regole di esclusione legate, ad esempio, a operazioni societarie o a determinate incoerenze contabili). In particolare molti interventi normativi e chiarimenti amministrativi hanno rimarcato che il CPB è pensato per soggetti che applicano gli ISA e per partite IVA che cercano maggiore prevedibilità fiscale per il biennio. Alcuni profili (certi tipi di società, associazioni, o situazioni di cessione d’azienda) possono invece essere esclusi o richiedere valutazioni specifiche.
Perché aderire: vantaggi pratici
L’adesione al CPB offre vantaggi concreti: stabilità della base imponibile per due anni, possibilità di riduzione del contenzioso fiscale sull’anno concordato e, in molti casi, l’accesso a misure di ravvedimento straordinario per annualità pregresse che consente, entro condizioni definite, di regolarizzare posizioni con benefici su sanzioni e decadenze. Questi effetti lo rendono interessante per chi ritiene che i redditi concordati siano realistici rispetto alla propria situazione prospettica e vuole ridurre il rischio di contestazioni e accertamenti nel breve periodo.
Come aderire (procedura operativa)
L’adesione si manifesta tramite l’invio telematico del modello “CPB” predisposto dall’Agenzia delle Entrate: il contribuente (o lo studio che lo assiste) deve compilare la scheda con i dati richiesti, indicare la volontà di accettare la proposta e trasmettere il file secondo le modalità telematiche previste. È importante rispettare i termini (30/9 o equivalente in caso di periodi d’imposta non coincidenti) e conservare copia della ricevuta telematica. La revoca dell’adesione — quando prevista — ha anch’essa regole temporali specifiche e va esercitata con le modalità indicate dagli uffici.
Casi pratici e profili critici per commercialisti
Nella consulenza ai clienti vanno valutati più elementi: congruità del reddito concordato rispetto alle previsioni, impatto sugli acconti futuri, conseguenze per soci e studi associati, e possibili cause di esclusione (es. cessioni aziendali). In alcune ipotesi la disciplina richiede uniformità nelle adesioni degli associati (ad esempio in certe forme di studi associati o STP), quindi il commercialista deve verificare struttura societaria e posizioni individuali prima di procedere. Inoltre, quando l’adesione è legata a un ravvedimento speciale, la documentazione storica deve essere completa per poter sfruttare i benefici.
Errori frequenti da evitare
Gli slip più comuni: sottovalutare la scadenza, inviare dati incompleti nel modello telematico, trascurare il coordinamento fra soci/associati quando richiesto, non verificare l’impatto sugli acconti o sui piani di versamento. Un controllo interno rigoroso e la preparazione della documentazione (dichiarazioni pregresse, bilanci e giustificativi) sono operazioni non rinviabili.
Conclusione e raccomandazioni operative
Alla luce delle comunicazioni ufficiali e delle FAQ pubblicate recentemente, non si può fare affidamento su una proroga automatica oltre il 30 settembre 2025: perciò chi è interessato deve completare l’analisi di convenienza e, se favorevole, trasmettere l’adesione entro il termine. Per il commercialista la checklist operativa minima è: verificare l’ammissibilità del cliente, calcolare gli effetti su imposte e acconti, predisporre la documentazione, compilare e inviare telematicamente il modello CPB e informare il cliente sui rischi/benefici e sulle eventuali limitazioni.



