Il codice tributo 1845 identifica il versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta in caso di cedolare secca sui canoni di locazione di immobili ad uso abitativo (comprensive delle relative addizionali e delle imposte di registro/bollo connesse). Si tratta dunque del codice che i contribuenti (o i sostituti d’imposta se previsto) utilizzano per versare la prima rata dell’imposta sostitutiva sui canoni locativi.
Quando si usa il 1845 (acconto) e qual è il suo “gemello” per il saldo
Il 1845 va usato per l’acconto; il saldo è normalmente versato con il codice 1846. Questa coppia di codici è stata introdotta per consentire il corretto versamento — tramite modello F24 — dell’imposta sostitutiva collegata alla cedolare secca, anche quando l’imposta deriva dalla dichiarazione assistita (ad esempio flussi che emergono dal modello 730).
A chi si rivolge (proprietari, locatori, sostituti d’imposta)
In genere il contribuente tenuto al versamento è il locatore che ha scelto l’opzione della cedolare secca. In alcuni contesti operativi (assistenza fiscale o rimborsi da 730) possono intervenire anche i sostituti d’imposta nell’operatività quotidiana: per questo motivo le istruzioni prevedono modalità chiare per l’utilizzo dei codici in F24.
Scadenze e modalità di versamento (panoramica)
Le scadenze del versamento seguono la logica ordinaria dei versamenti fiscali in acconto/saldo. In pratica, se si opta per il versamento in due rate, la prima rata dell’acconto ha scadenze analoghe a quelle degli acconti IRPEF (da verificare ogni anno in base al calendario fiscale pubblicato), mentre il saldo si effettua nella scadenza prevista per il saldo annuale. È buona prassi verificare ogni anno le date ufficiali perché possono variare o essere soggette a proroghe.
Come compilare il modello F24 per il codice tributo 1845 — istruzioni pratiche
La compilazione corretta dell’F24 è essenziale per evitare scarti o accertamenti. Punti chiave da osservare:
- Sezione: il 1845 va indicato nella Sezione “Erario” del modello F24.
- Codice tributo: inserire 1845 nella colonna “Codice tributo”.
- Anno di riferimento: per il codice 1845, le istruzioni ufficiali specificano di NON COMPILARE il campo “anno di riferimento” (attento: questa modalità è indicata nelle note operative per questo codice).
- Importi: indicare l’importo a debito (se stai pagando) nella colonna “Importi a debito versati”; non compilare la colonna “importi a credito compensati” se non stai compensando.
Queste indicazioni sono riportate nelle schede tecniche per i codici tributo ed è sempre consigliabile seguire le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate al momento della compilazione.
Esempio operativo semplice
Supponiamo che in fase di assistenza fiscale (730) emerga un acconto cedolare da versare: il contribuente (o il soggetto delegato) aprirà il modello F24, selezionerà la Sezione Erario, inserirà codice tributo 1845 e l’importo dell’acconto nella colonna “debito”. Se le norme applicative prevedono la rateazione in più tranche, vanno seguite le specifiche modalità previste per acconti e differimenti (attenzione ai termini e agli eventuali interessi per ritardo).
Cosa succede se non si versa in tempo: ravvedimento e sanzioni
Se il versamento dell’acconto non viene effettuato entro i termini, il contribuente può regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando oltre all’imposta dovuta gli interessi legali e la sanzione ridotta prevista per il ravvedimento. Le regole e i codici da utilizzare per sanzioni/interessi saranno quelli indicati dalla normativa sul ravvedimento e devono essere applicati insieme all’F24 che riporta il 1845 per l’imposta.
Errori comuni da evitare
Per non incorrere in problemi con l’Agenzia delle Entrate è utile evitare questi errori ricorrenti: inserire il codice nella sezione sbagliata (non in Erario), compilare l’“anno di riferimento” quando le istruzioni indicano di non farlo, usare il codice 1845 per il saldo (che richiede il 1846), o dimenticare di verificare se il pagamento deriva da assistenza 730 (con possibili specifiche operative). Controlla sempre la scheda tecnica aggiornata prima dell’invio.
Breve checklist finale (da usare prima dell’invio)
- Verifica che l’opzione cedolare secca sia effettivamente applicata per il canone in questione.
- Controlla se si tratta di acconto (usa 1845) o saldo (usa 1846).
- Compila F24 nella Sezione Erario: codice tributo 1845, importo a debito.
- Non compilare “anno di riferimento” se le istruzioni specificano così.
- In caso di ritardo, valuta il ravvedimento (interessi + sanzione ridotta).
Conclusione
Il codice tributo 1845 è lo strumento operativo per versare l’acconto dell’imposta sostitutiva connessa alla cedolare secca sui canoni di locazione. Usarlo correttamente (Sezione Erario, importo a debito, non compilare anno se indicato) riduce il rischio di scarti e contestazioni; in caso di dubbi o situazioni complesse (assistenza 730, versamenti pro-quota, ravvedimento) è consigliabile rivolgersi al proprio commercialista o consultare la scheda tecnica aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.


