Il codice tributo 1631 identifica le “somme a titolo di imposte erariali rimborsate dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale”. In parole semplici: quando un datore di lavoro o un ente pensionistico (sostituto d’imposta) rimborsa al dipendente o pensionato importi IRPEF risultanti dalla liquidazione del 730/4, può recuperare quelle somme in compensazione tramite F24 usando il 1631. Questa possibilità discende dal quadro normativo introdotto con la semplificazione della dichiarazione precompilata e dalla successiva istituzione del codice stesso.
Quando si utilizza il 1631 (e quando no)
Si usa il 1631 nel mese successivo a quello in cui è stato effettuato il rimborso al percipiente, per compensare il credito maturato con altri debiti da versare tramite F24 (per esempio ritenute del mese). È importante sottolineare che il 1631 riguarda imposte erariali rimborsate a seguito di assistenza fiscale 730: non copre le addizionali regionali o comunali. Per quelle esistono i codici dedicati (3796 per la regionale, 3797 per la comunale), sempre con la stessa logica di recupero in compensazione.
Non va confuso con altri codici “di famiglia” usati per situazioni affini ma diverse: ad esempio 1627–1629 sono destinati alla compensazione di eccedenze di versamento di ritenute o imposte sostitutive (non ai rimborsi 730 erogati ai lavoratori). Inoltre, il vecchio 4731 (IRPEF a saldo trattenuta) non si usa più a credito per il recupero dei rimborsi post-730: oggi quella funzione è assolta dal 1631.
Come compilare l’F24 con il codice tributo 1631
La compilazione corretta è essenziale per evitare scarti o compensazioni non andate a buon fine. Ecco gli elementi chiave, spiegati in modo operativo:
Sezione del modello – Il 1631 si indica esclusivamente nella sezione “Erario” del modello F24.
Colonna corretta – Il codice tributo va inserito nella colonna “importi a credito compensati” (mai nella colonna “a debito”). Questo perché il sostituto d’imposta sta utilizzando un credito generato dal rimborso erogato al contribuente.
Anno di riferimento – Nel campo “anno di riferimento” si scrive l’anno d’imposta cui si riferiscono le somme rimborsate, nel formato AAAA. Se il rimborso è collegato al 730 relativo ai redditi 2024, si indicherà 2024.
Rateazione, codice ufficio, codice atto – In genere non si valorizzano per il 1631 (si lasciano in bianco), perché non si tratta di un versamento rateale né di un atto specifico.
Importi – Nella riga del 1631 si riporta l’ammontare esatto delle imposte erariali rimborsate ai percipienti che si intende compensare nel periodo. Se il credito complessivo supera i debiti esposti nello stesso F24, l’eccedenza può essere riportata nei mesi successivi, restando sempre entro i limiti e le regole generali della compensazione.
Esempio pratico: dal rimborso al recupero in F24
Immaginiamo un’azienda che, a luglio 2025, eroga ai dipendenti i rimborsi IRPEF risultanti dai modelli 730/4 per un totale di € 6.500. Nel modello F24 di agosto 2025, il datore può compensare questi 6.500 euro indicando il codice tributo 1631 in sezione Erario, colonna “importi a credito compensati”, con anno di riferimento 2024 (se i rimborsi derivano dal 730 relativo ai redditi 2024). Se nello stesso F24 l’azienda ha ritenute da versare per € 5.800, la compensazione ridurrà a zero (o a € 0) fino a concorrenza; l’eventuale residuo di € 700 potrà essere utilizzato in un F24 successivo.
Errori frequenti (e come evitarli)
Un errore tipico è invertire le colonne e inserire il 1631 “a debito”: l’F24 viene respinto o la compensazione non opera. Altro errore ricorrente è usare il codice sbagliato per addizionali: ricordiamo che il 1631 copre esclusivamente il rimborso delle imposte erariali (IRPEF), mentre addizionale regionale e comunale si recuperano con 3796 e 3797 nelle rispettive sezioni, sempre in “importi a credito compensati”. Infine, molta attenzione all’anno di riferimento: deve riflettere l’anno d’imposta a cui si riferiscono i rimborsi 730 (non l’anno in cui si invia l’F24). Queste regole sono chiarite nelle istruzioni ufficiali di istituzione del codice e nelle schede tecniche di supporto.
1631, limiti e controlli: cosa tenere a mente
Il recupero tramite 1631 rientra nella disciplina generale delle compensazioni in F24. Vale quindi la normale attenzione ai limiti, ai controlli preventivi e agli eventuali blocchi nel caso di posizioni a rischio o di carichi pendenti che possano inibire la compensazione. È buona prassi conservare la documentazione: prospetti di liquidazione 730/4, evidenze dei rimborsi nel cedolino e stampe dei modelli F24, per dimostrare la corretta tracciabilità del credito utilizzato.
Come organizzare il flusso operativo in azienda o nel patronato
Per i sostituti con volumi elevati, conviene predisporre una riconciliazione mensile: a) elenco dei rimborsi erogati ai percipienti (per imposte erariali, addizionale regionale e comunale); b) quadratura con i crediti da esporre in F24 (1631, 3796, 3797); c) verifica dei debiti disponibili da compensare; d) controllo formale su anno di riferimento e corretta sezione del modello. Una procedura scritta riduce errori e tempi di gestione, soprattutto nelle finestre post-liquidazione 730.
Domande rapide
Il 1631 si usa anche per i rimborsi di addizionali?
No, solo per le imposte erariali. Per le addizionali usare 3796 (regionale) e 3797 (comunale).
Dove va indicato nel modello F24?
In sezione Erario, colonna “importi a credito compensati”.
Quale anno scrivo?
L’anno d’imposta cui si riferisce il rimborso 730 (formato AAAA).
In sintesi
Il codice tributo 1631 è lo strumento con cui il sostituto d’imposta recupera in compensazione le imposte erariali rimborsate ai percipienti dopo l’assistenza fiscale 730. Si compila in sezione Erario, nella colonna a credito, con l’anno d’imposta corretto. Conoscere le differenze con 3796 e 3797 (addizionali) e con i codici per le eccedenze di versamento (1627–1629) permette una gestione pulita, tracciabile e conforme, riducendo il rischio di errori e scarti.



