Quando si assume un lavoratore domestico — come una colf, una badante o una baby sitter — il datore di lavoro ha l’obbligo di versare i contributi previdenziali INPS. Questi contributi sono fondamentali perché garantiscono al lavoratore l’accesso a prestazioni pensionistiche e assistenziali. Ma quanto si paga? Come si calcolano i contributi per i lavoratori domestici nel 2025? E come si effettua il pagamento?
In questa guida completa, rispondiamo a tutte le domande più frequenti su importi, calcolo e versamento dei contributi INPS per colf e badanti nel 2025.
Chi sono i lavoratori domestici
Per lavoratori domestici si intendono coloro che svolgono attività lavorativa presso una famiglia, con o senza convivenza. Rientrano in questa categoria:
- Colf (collaboratori generici),
- Badanti (assistenti familiari),
- Baby sitter,
- Cuochi e custodi presso abitazioni private.
Il datore di lavoro è il privato cittadino e non una ditta o un ente: per questo motivo, le regole contributive sono regolate da una normativa specifica.
Obbligo contributivo per i datori di lavoro
Il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali INPS è obbligatorio per tutti i rapporti di lavoro domestico, anche se a tempo determinato o per poche ore alla settimana.
I contributi servono a coprire:
- Assicurazione pensionistica e invalidità (IVS),
- Assicurazione contro la disoccupazione (DSCOLL, se prevista),
- Contributi per maternità,
- Assicurazione contro gli infortuni INAIL.
Il datore di lavoro può decidere di trattenere una parte dei contributi a carico del lavoratore direttamente dalla busta paga.
Come si calcolano i contributi INPS per lavoratori domestici
Il calcolo dei contributi INPS nel 2025 avviene in base alla retribuzione oraria effettiva e al tipo di contratto:
- Tempo pieno o parziale,
- Con o senza convivenza,
- Con o senza indennità.
I contributi si distinguono tra:
- Contributi ordinari, calcolati in base a fasce di retribuzione oraria,
- Contributi addizionali, per i contratti a tempo determinato.
Nel 2025, l’INPS pubblicherà una tabella con gli importi aggiornati per fascia oraria, che viene usata per calcolare i contributi dovuti. Il calcolo tiene conto di:
- Ore retribuite settimanalmente,
- Retribuzione oraria concordata,
- Eventuali straordinari o maggiorazioni.
Per esempio, per una colf non convivente con retribuzione oraria di 7,50 €, si applicherà la fascia contributiva corrispondente alla retribuzione tra 7,06 € e 8,51 €, a cui si assocerà il relativo importo per ogni ora lavorata.
Contributi a carico del datore e del lavoratore
I contributi previdenziali vengono suddivisi tra:
- Datore di lavoro (generalmente circa il 70% dell’importo),
- Lavoratore domestico (il restante 30%).
Il datore versa l’intero importo e può trattenere la parte spettante al lavoratore in busta paga.
Ad esempio, se il contributo per un’ora è di 1,60 €, il datore pagherà l’intero importo all’INPS, ma potrà trattenere dalla retribuzione 0,48 € (30%) e versare i restanti 1,12 € a proprio carico.
Scadenze per il pagamento dei contributi INPS 2025
I contributi per lavoratori domestici devono essere versati trimestralmente, entro le seguenti scadenze:
- 10 aprile (per il 1° trimestre),
- 10 luglio (2° trimestre),
- 10 ottobre (3° trimestre),
- 10 gennaio dell’anno successivo (4° trimestre).
In caso di mancato versamento nei tempi previsti, si applicano sanzioni e interessi per ritardato pagamento.
Come pagare i contributi INPS per colf e badanti
Il pagamento può essere effettuato in diversi modi:
- Online tramite il servizio “Portale dei Pagamenti” sul sito INPS;
- Con addebito su conto corrente bancario o postale;
- Presso uffici postali, banche, tabaccai o ricevitorie convenzionate con il circuito PagoPA.
Il datore di lavoro può generare direttamente il modello di pagamento (bollettino MAV o F24) dal sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS all’area “Servizi al cittadino”.
Strumenti utili: il simulatore INPS
Per semplificare il calcolo, l’INPS mette a disposizione dei cittadini un simulatore online, accessibile con SPID, che consente di:
- Calcolare i contributi da versare in base al contratto,
- Stampare i bollettini di pagamento,
- Visualizzare i versamenti pregressi,
- Monitorare la posizione contributiva del lavoratore.
Cosa succede in caso di pagamento in ritardo
Il ritardo nel pagamento dei contributi comporta:
- L’applicazione di sanzioni amministrative,
- Interessi di mora calcolati sui giorni di ritardo,
- Possibili verifiche fiscali da parte dell’INPS.
In casi di inadempienza grave e reiterata, il lavoratore potrebbe non vedersi riconosciuti i periodi utili per la pensione o per le prestazioni assistenziali.
Conclusioni
I contributi INPS per i lavoratori domestici nel 2025 sono un obbligo imprescindibile per ogni datore di lavoro privato che assume una colf, una badante o una baby sitter. È fondamentale calcolare con precisione l’importo dovuto, rispettare le scadenze trimestrali e utilizzare i canali ufficiali per il pagamento.
Conoscere le regole aggiornate e utilizzare gli strumenti messi a disposizione dall’INPS è il modo migliore per gestire in modo corretto il rapporto di lavoro domestico, tutelando sia il lavoratore che il datore.



