Nel panorama delle misure a sostegno della natalità, il Bonus bebè ha rappresentato negli anni una delle agevolazioni più attese dalle famiglie italiane. Per il 2025, il quadro normativo è cambiato rispetto al passato, con l’integrazione del Bonus bebè nell’ambito dell’Assegno Unico Universale. Tuttavia, è ancora forte l’interesse verso questa misura, specialmente da parte di chi si chiede se sia ancora attiva o sotto quale forma sia disponibile.
Vediamo quindi cosa cambia nel 2025, chi può beneficiare del sostegno economico alla nascita o adozione di un figlio, come funziona la domanda e quali sono gli importi previsti.
Bonus bebè 2025: esiste ancora?
La forma tradizionale del Bonus bebè, introdotto nel 2015 e riconfermato per alcuni anni con vari aggiornamenti, non è più attiva come misura autonoma dal 1° marzo 2022. Infatti, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico, tutte le precedenti misure, inclusi Bonus bebè e ANF (Assegni per il nucleo familiare), sono state accorpate in un unico strumento gestito interamente dall’INPS.
Pertanto, nel 2025 non esiste un bonus bebè “classico”, ma il sostegno economico per le nuove nascite è garantito attraverso l’Assegno Unico, già previsto a partire dal settimo mese di gravidanza.
A chi spetta il bonus bebè 2025 tramite l’Assegno Unico
Nel 2025, il supporto alla nascita è destinato a:
- genitori di figli nati, adottati o affidati nel corso dell’anno;
- residenti in Italia e in possesso di regolare titolo di soggiorno;
- famiglie con figli a carico, indipendentemente dal reddito, anche se l’importo è legato all’ISEE.
Il beneficio spetta a tutti i nuclei familiari, ma in forma variabile in base all’ISEE aggiornato. Per i nuovi nati, l’assegno può essere richiesto sin dai primi mesi e rappresenta il sostegno sostitutivo del precedente bonus bebè.
Importi dell’Assegno Unico 2025 per i neonati
Gli importi riconosciuti per i neonati nel 2025 nell’ambito dell’Assegno Unico possono arrivare fino a:
- circa 200 euro mensili a figlio, per nuclei con ISEE inferiore a 16.215 euro;
- 54 euro al mese a figlio, per ISEE superiore a 45.574 euro.
In aggiunta, sono previste le seguenti maggiorazioni:
- bonus nascita o adozione a partire dal 7° mese di gravidanza;
- maggiorazione di 50% per i figli fino a un anno d’età;
- maggiorazioni per figli con disabilità;
- bonus per famiglie numerose con 3 o più figli;
- ulteriori aumenti se entrambi i genitori lavorano o in presenza di madri under 21.
Gli importi possono variare leggermente durante l’anno in base a eventuali aggiornamenti normativi o modifiche ISEE.
Come presentare domanda per il bonus bebè nel 2025
La domanda per ottenere l’Assegno Unico, che include anche il beneficio per la nascita del figlio (ex Bonus bebè), deve essere inviata all’INPS tramite i canali ufficiali:
- online sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
- tramite CAF e patronati, per chi ha bisogno di assistenza nella compilazione;
- attraverso l’app INPS Mobile, per chi preferisce operare da smartphone.
L’istanza può essere presentata anche prima della nascita, a partire dal settimo mese di gravidanza, e consente di ricevere l’importo già a partire dal mese in cui è nato il figlio.
Quando arriva il pagamento
L’erogazione dell’Assegno Unico con il beneficio per nuovi nati avviene con cadenza mensile, di norma tra il 15 e il 21 di ogni mese. Il pagamento avviene su:
- conto corrente intestato al richiedente;
- libretto postale;
- carta con IBAN abilitato.
Se la domanda viene presentata nei 90 giorni successivi alla nascita, gli arretrati vengono riconosciuti a partire dal mese di nascita. Domande presentate dopo tale termine danno diritto al pagamento dalla mensilità successiva.
È necessario presentare l’ISEE?
No, non è obbligatorio presentare l’ISEE per accedere all’Assegno Unico (e quindi al sostegno economico per i nuovi nati). Tuttavia, se non viene fornita una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), l’importo riconosciuto sarà quello minimo previsto, indipendentemente dal reddito.
Per ottenere il massimo beneficio, è fortemente consigliato presentare un ISEE aggiornato ogni anno.
Conclusione
Il Bonus bebè 2025, pur non esistendo più nella sua forma tradizionale, è integrato all’interno dell’Assegno Unico Universale, garantendo alle famiglie un sostegno economico regolare e calibrato sulla reale situazione economica del nucleo.
Con importi variabili, maggiorazioni per i neonati e facilità di richiesta, questa misura resta uno degli strumenti più importanti per le famiglie italiane, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino.
È importante restare aggiornati tramite il sito INPS e, in caso di dubbi, rivolgersi a un CAF o patronato, così da non perdere nemmeno un euro di quanto spettante.



